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Tragedia in tre atti
di Fedor Nicolay Smejerlink

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.

Relatività; Velocità della luce: il tempo rallenta? si ferma?
Lunedì, 25 giugno @ 17:43:42 CEST di admin (1370 letture)
Articolo  (articoli generici)nonsologrigio ha scritto "
Relatività; Velocità della luce: il tempo rallenta? si ferma?
 
John          Stavo riflettendo su alcuni paradossi; sembra proposti dallo stesso Einstein, proprio riguardo agli effetti provocati da velocità prossime a ...
 
Nicolay      ... cioè la massa che accresce la propria energia in base alla sua ... ?
 
John          No! non quella! Mi riferivo a certi paradossi, come quello dei gemelli ... ma ti pare possibile che un fratello, tornando da un viaggio nello spazio, trovi il suo gemello rimasto a terra, più vecchio di quanto lo sia lui stesso?
 
Nicolay      ... ma lo stai dicendo tu stesso ... è un paradosso e ...
 
John          Sì, è una assurdità, ... che non ha senso... si basa sul tempo che rallenta e che addirittura si ferma quando si raggiunge la velocità della luce.
 
Nicolay      Beh... che dirti ...  così dice una parte nella teoria della relatività; non possiamo verificarla appieno in quanto non possiamo andare alla velocità della luce ... ma due orologi atomici, posti l’uno a terra e l’altro su un vettore in rapido movimento rispetto all’altro, sperimentalmente conferma quelle piccolissime variazioni.
 
John          Sì, è vero; ma tutti gli orologi sono composti di materia… cioè di massa; dalla sveglia classica, agli orologi con bilanciere, da quello al quarzo a quelli atomici … tutti muovono delle masse. Ora, con forti accelerazioni, tutti sappiamo che i corpi, proprio in base alla loro stessa massa, offrono una certa resistenza alla variazione di velocità. Gli stessi orologi atomici, i più precisi che abbiamo sono basati sulle oscillazioni dei loro elettroni intorno al nucleo, cosicché se un nucleo atomico si muovesse ipoteticamente alla velocità ‘c’ , i suoi elettroni dovrebbero fermarsi, in quanto oscillando supererebbero la velocità della luce; e ciò non è possibile … o perlomeno, ad oggi, non abbiamo nulla che possa apparirci con una velocità maggiore!
Come dicevo, alla velocità della luce, gli elettroni che oscillano ruotando intorno al proprio nucleo si fermerebbero, ma a velocità relativistiche, cioè importanti rispetto alla velocità di ‘c’, la loro oscillazione si modificherebbe generando un rallentamento … pertanto se qualcosa o qualcuno si muovesse a velocità relativistiche, vedrebbe il tempo rallentare proprio in proporzione alla velocità con cui si muove.
 
Nicolay      … si lo so! allora, secondo te ... un orologio per essere il più preciso possibile, e non mutare il suo ritmo, neppure in particolari condizioni ... da cosa dovrebbe essere costituito?
 
John          Non mi viene in mente niente ... anche se i miei neuroni, in questo momento, stanno oscillando con estrema intensità; proviamo a pensarci ... una corbelleria in più o in meno non cambia le cose, anzi talvolta anche una bestialità detta in un certo contesto potrebbe portare a nuove luci, a nuove visioni; lo sai ... molte idee della fisica moderna sono nate anche inaspettatamente tra persone che, sedute per giornate intere attorno al tavolo di una locanda, discutevano di ...
 
Nicolay      ... ma quelli erano dei grandi! Fisici teorici, vedenti oltre, menti geniali... forse anche un po’ sognatori... ma sempre geni! ... tu ed io ...
 
John          ...dai non deprimiamoci così ... eppure su tanti argomenti, talvolta riflettendo, discutendo o giocherellando con singolari congetture, abbiamo trovato soluzioni possibili o perlomeno … ragionevoli.
 
Nicolay      Ma a proposito prima parlavi di paradossi relativamente alla velocità della luce e di Einstein...
 
John          Sì, parlavo al plurale, in quanto pensavo anche all’altro paradosso: Einstein trovandosi a bordo di un’astronave che si muoveva alla velocità della luce, tentava di farsi la barba davanti ad uno specchio in cui però non poteva vedere la propria immagine … ma penso che questa “trovata” non fosse la sua, ma di qualche suo collega, che vedendolo trascurato sia nei capelli che nella barba, abbia voluto punzecchiare ... il “fisico” .
 
Nicolay      ah ah ... questa mi mancava! certo che il grande Albert ha dato una svolta notevole a tutta la fisica ... e forse era anche un grande furbacchione!
 
John          Furbacchione?!?
http://www.astronomia.com/wp-content/uploads/2012/12/astronave.jpg
 
Nicolay      Certo; Lui è stato uno dei primi a capire che per la velocità non esiste una specifica ...
 
 
John          ... mi ero distratto ... viaggiavo con la mente ... da altre parti ... ma poi ti dico. Ma cosa intendi con specifica …?
 
Nicolay      … le tue distrazioni mi ricordano un famoso fisico teorico, che a Gottinga, dopo aver passato un pomeriggio a discutere con altri colleghi sui neutroni lenti, tornando a casa con la mente immersa in profonde riflessioni, non si avvide di un marciapiede; inciampò e cadde. Lo videro in quella posizione disteso ed immobile. Qualcuno si affrettò per dargli una mano, per rialzarlo. Al ché, il fisico alquanto irritato, con voce infastidita, rivolto a chi gli stava prestando aiuto, disse: ma lasciatemi stare, non vedete che sono occupato!
 
John          ... come lo capisco! … ma cosa intendevi prima con specifica …
 
Nicolay      aspetta … facciamo una premessa; immaginiamo per un attimo di essere su un’astronave iperveloce che partendo dalla Terra si diriga verso un altro mondo.
Stabiliamo anche che la sua velocità sia di 150.000 Km/s , cioè una velocità esattamente la metà di quella della luce.
Da questa astronave, si può comodamente osservare la Terra, e ricevere una trasmissione televisiva, posta sulla Terra, che trasmette continuamente l’immagine di un orologio che scandisce i secondi.
Sull’astronave abbiamo inoltre diversi tipi di orologi tra cui uno atomico.
… secondo te, cosa vedremmo dall’astronave se girassimo il nostro sguardo verso la Terra?
 
John          … direi che vedremmo la Terra ruotare più lentamente, in quanto le sequenze di informazione delle onde visive, data la nostra velocità, ci raggiungerebbero, più dilatate nel tempo; la stessa cosa accadrebbe sul nostro monitor per l’immagine televisiva trasmessa da Terra e che ci mostra l’orologio che continua a scandire il tempo.
Credo che tutto ciò non sia difficile da intuire, ma se non lo fosse … si potrebbe immaginare l’astronave che si allontani dalla Terra alla velocità ‘c’ della luce. In questo caso sarebbe più intuibile che le onde elettromagnetiche provenienti dalla Terra, muovendosi nella nostra stessa direzione ed alla nostra stessa velocità, ci presenterebbero sempre la stessa informazione e quindi  lo stesso “fotogramma” fisso ed immobile sia per l’orologio sia per la Terra; inoltre a questa velocità anche tutti gli orologi che si trovano sull’astronave ci confermerebbero che il tempo si sia fermato.
 
Nicolay      Sicuramente questo è verosimile, ma torniamo ora alla nostra astronave che viaggia a 150.000Km/s. e cerchiamo di capire cosa …
 
John          … sono convinto, in questo caso, che sarebbe impossibile comprendere che il tempo trascorra più lentamente. Guardando il nostro pianeta, non ci potremmo rendere conto che il tempo impiegato per una rotazione terrestre completa, che a noi sembra sempre di 24 ore, corrisponda in realtà a 48 ore terrestri, e che l’immagine dell’orologio trasmessa da Terra, in effetti, segni un secondo, mentre lo stesso tempo sulla Terra corrisponde a due secondi. Anche in questo caso, verificando gli orologi posti sull’astronave, che data la nostra velocità,  hanno rallentato, dimezzando il loro tempo rispetto a quelli terrestri, ci sembra che tutto trascorra normalmente cioè che tutti i tempi, sia sull’astronave che sulla terra corrispondano esattamente …che siano sincronizzati.
 
Nicolay      bene … prendiamo ora in esame una famosa teoria: la velocità della luce è una costante, e rimane tale indipendentemente dalla velocità con cui ci muoviamo.
E’ una teoria completamente nuova rispetto a quella classica; noi sapevamo che camminando a 5 Km/ora nei corridoi di un treno che viaggi a 100Km/ora, la nostra velocità risultava essere di 105Km/ora oppure 95Km/ora in base a quale fosse la nostra direzione, cioè se camminavamo nella stessa direzione di moto del treno o in quella contraria.
Con la teoria della relatività tutto cambia: se noi viaggiamo a 150.000Km/s nella stessa direzione della luce che viaggia a 300.000 Km/s , la fisica classica ci direbbe che la luce viaggia a 150.000km/s rispetto a noi, invece la relatività ci dice che essa è comunque e sempre di 300.000km/s. più veloce di noi.
 
John          Tale cosa non sempre è di facile intuizione e non sempre è compresa.
Possiamo, in qualche modo far “concordare” la teoria classica con quella relativistica?
 
Nicolay      … forse un modo ci sarebbe, e come dicevo prima, quel grande furbacchione di Einstein probabilmente lo sapeva.
Noi, nelle nostre grandezze classiche usiamo dei valori specifici che chiamiamo ‘unità di misura’, con i loro multipli e sottomultipli.
Per il peso abbiamo il Kg
Per la lunghezza (o distanza) abbiamo il metro
Per il tempo abbiamo il secondo
Per il volume il metro cubo (o talvolta il litro)
E tante altre unità di misura specifiche quali il joule, il coulomb, l’ampere,  i gradi, le unità astronomiche, etc. potrei dilungarmi e trovare moltissime unità di misura con le loro tabelle di conversioni per moltissime grandezze … ma …
Ma … noi per misurare la velocità adoperiamo sempre ed esclusivamente un rapporto tra la distanza ed il tempo; non abbiamo una unità di misura diretta per le velocità come accade per le altre grandezze, cosicché per indicare una velocità siamo costretti a parlare di metri al secondo (m/s) di chilometri al secondo (Km/s) o comunque di qualsiasi altro rapporto tra distanza percorsa e tempo impiegato.
 
John          … già…ma torniamo ora a quel furbacchione, e alla nostra astronave che si allontana dalla Terra alla fantastica velocità di 150.000Km/s e domandiamoci di quanto vada più veloce di noi il segnale elettromagnetico prodotto dalla (e sulla) Terra.
Come dicevamo, nella fisica classica, quelle onde elettromagnetiche dovrebbero avere una velocità di 150.000 Km/s rispetto a noi; mentre nella fisica relativistica, quelle onde elettromagnetiche dovrebbero avere sempre una velocità  di 300.000Km/s rispetto a noi.
Si può allora stabilire un legame o comunque rendere compatibili le due teorie?
 
Nicolay      … credo di si.
Come abbiamo visto in quell’astronave che si muove  a 150.000Km/s , rispetto alla Terra (intesa come altro sistema di riferimento) il tempo rallenta e l'orologio qui segna il passare di un secondo per ogni due di quelli terrestri.
In conclusione, noi sulla Terra misuriamo che la luce percorre 300.000 Km/s e che sull’astronave, tale misura risulta identica e costante, cioè assoluta.
In realtà, la luce sopravanza la velocità dell’astronave di 150.000Km/s, ma essendo il movimento dell'orologio dimezzato (ogni due secondi terrestri, sull’astronave per lo stesso periodo temporale ne passa uno solo) ecco che la velocità di ‘c’ torna comunque ad essere coincidente: 300.000Km in "un secondo astronave" (che corrisponde a due secondi terrestri); e anche 300.000Km "al secondo terrestre" sulla Terra.
Ciò non vuole assolutamente dire che la Terra sia un sistema di riferimento privilegiato, ma indica solamente che per ogni sistema di riferimento che si muova rispetto ad un altro,  il tempo appare diverso. La velocità della luce risulterà sempre la stessa proprio in quanto tale velocità si misura come rapporto tra due grandezze di cui una, il tempo, è “molto sensibile” alla velocità. 
 
John          E’ vero! ma questo è solamente quello che percepisce il viaggiatore o forse chiunque, perché essendo la velocità della luce finita, avremmo sempre un ritardo tra una comunicazione (informazione) e l’altra e questo ritardo si traduce in una differenza di tempo; e quindi il tempo in nessun modo può essere unico. Se penso che quando mi guardo, riflesso in uno specchio, non vedo me stesso nel presente, ma mi vedo nel passato (magari solamente di pochi nanosecondi) devo ammettere e comprendere ancor di più la peculiarità del tempo.
D’altra parte devo ammettere che il tempo non può fermarsi o rallentare, anche se apparisse fermo per qualcuno, di sicuro non lo sarebbe per altri!
 
Nicolay      Credo che tu abbia ragione; e a proposito di quei due famosi gemelli, che poi si rincontrano dopo un lungo viaggio spaziale di uno dei due, debbo supporre che colui che ha viaggiato e che si sentiva più giovane, in quanto pensava che fosse trascorso un periodo di tempo relativamente breve, … non si fosse mai guardato allo specchio: due gocce d’acqua… e tuttora i loro più intimi amici, … non riescono a distinguerli!
 
 
p.s.             In questo breve racconto, tutte le misure riferite al tempo, derivato dalle velocità e quindi dallo spazio percorso, sono alquanto grossolane e servono esclusivamente a dare l'idea di come variando un parametro, ne varino altri. Se ci dovessimo attenere alle equazioni einsteiniane quell'orologio rallenterebbe il moto delle proprie lancette solamente del 15-16%; se ci attenessimo a quelle classiche newtoniane quel rallentamento apparirebbe di circa il  33%.
                  Pertanto nella formula  v = s / t
 
(dove v = velocità,  s = spazio percorso e  t = tempo impiegato),
  i valori sono strettamente correlati tra di loro in relazione reciproca).
                  Dobbiamo però tenere conto che le informazioni (che viaggiano alla velocità della luce) ci appariranno con  tempificazioni diverse quando noi ci muoviamo con velocità significative rispetto a quelle della luce: andando incontro all'informazione questa ci raggiungerà in un tempo molto più breve di quanto ci metta la stessa informazione a raggiungerci quando noi ci allontaniamo da essa. Da questa semplice intuizione logica, potremmo parlare di "contrazione delle lunghezze" (o delle distanze), oppure di "espansione delle lunghezze" (o delle distanze) percepite.
                  Nello specifico, una lunghezza ci apparirà "più breve" se noi viaggiamo verso quell'informazione, oppure "maggiore" se noi ci allontaniamo da quell'informazione. Quando parliamo di "lunghezza", intendiamo ovviamente anche lo "spazio percorso".
                  Ecco quindi che muovendoci a velocità relativistiche i tempi sembrano dilatarsi, le velocità mutare e  lo spazio verso cui ci dirigiamo "comprimersi", mentre quello da cui ci allontaniamo "espandersi".
                  Da tutto ciò, si evince che, indipendentemente dalla velocità con cui ci muoviamo, quella di c (velocità della luce) ci appare come una costante (cioè una velocità, di 300.000 Km/s. in ogni direzione).
                  In effetti, lo stesso esempio, si potrebbe fare con velocità significative rispetto a quelle del suono, se dovessimo usare il solo udito come riscontro. Ammettiamo idealmente che non esistano le onde elettromagnetiche (e quindi nemmeno quelle visive) e che per misurare le grandezze ci dobbiamo attenere esclusivamente al suono ed alla sua velocità di propagazione (340m/s. nell'atmosfera). Anche in questo caso il nostro udito subirebbe la stessa "visione sensoriale". Immaginiamo un'asta rigida di determinata lunghezza, che emetta simultaneamente alle sue estremità due segnali acustici distinti; questi segnali saranno percepiti (uditi) in un intervallo di tempo (t) diverso, proprio in base a come l'osservatore (uditore) si muova rispetto ad essa; ad un valore t più breve ci sembrerà che l'asta rigida sia più corta (e viceversa). Ma se conoscessimo la reale lunghezza dell'asta, ci potrebbe sembrare che sia il tempo (t) a mutare. Infine conoscendo la lunghezza (s)  dell'asta, e l'esatto scandire del tempo (t), la nostra velocità (v), apparirà diversa da quella con cui realmente ci stiamo muovendo.
                  Ma tutto questo lo vedremo meglio e in dettaglio nella seconda parte di questo articolo.
 
  nonsologrigio@libero.it
 
"

(commenti? | Voto: 4.85)

Er Caso
Sabato, 05 novembre @ 14:43:06 CET di admin (396 letture)
Satira (parodia, sarcasmo, dileggio)fedor ha scritto "

 

 
... in quella positura
ch’assume co le mani quando parla
inzaccate tra le brache e la cintura
 
               Er caso
 
Tu guarda ar caso, l’antro giorno Nena
me disse ch’er marito era impegnato
come oratore
in un comizio assai qualificato.
 
 
di Fedor Nicolay Smejerlink
 
"

(commenti? | Voto: 0)

A te
Domenica, 16 ottobre @ 19:33:07 CEST di admin (450 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)fedor ha scritto "

A te

 





Volle te, pallido fiore, al Suo fianco

e ti investì di amore intenso

perché sprigionassi il profumo

racchiuso nell’umile boccio.

Ora mi sembri fatta di cera

e di carne, creatura infinita

plasmata dalla Sua mano divina

per un disegno inconoscibile.

Io sarò curvo dagli anni e tu curva

in preghiera imiterai i miei passi

stanchi quando è sera per noi

della vita; Ma la tua lieta, serena

trascorre e solitudine struggente

è la mia  che invoco con la voce

amara del pellegrino che ha sete

le ignote fonti del Vero e lontane

le immagina in un deserto infocato

mentre potrebbe sulle ginocchia

piegarsi e sentirne il murmure

come cosa viva che gli riempia

il petto di gioia e il ciglio di pianto.

 

 

di Fedor Nicolay Smejerlink

 

"

(Leggi Tutto... | 1 commento | Voto: 0)

AMORE METAFISICO
Mercoledì, 12 ottobre @ 06:26:57 CEST di admin (404 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)nonsologrigio ha scritto "
     AMORE METAFISICO

Nell’Utopia e nell’Ucronia
A lungo nel tempo
I miei polmoni hanno riciclato la tua aria.
Tante e Stanche Ansimanti molecole d’ossigeno
Rinvigorite a turno dall’ Energia della tua anima

Una Forza vitale instancabile
Permeava il mio corpo concatenato al tuo.
In un’armonia di vibrante dinamica
e di fusa simbiosi,
là dove i cuori battean all’unisono
L’un nell’altro,
Contenuti e contenitori, insieme

Ma inevitabile
Un giorno fra i giorni
Due venti opposti ci scaraventarono altrove
Verso l’ucronia
Fino a lasciarci, sconvolti, nell’utopia.

Ma io sento ancor dentro
Prepotente
Il tuo respiro
Le tue pulsazioni
Le tue movenze
Nell’utopia
Nell’Ucronia.


   di Domenico Gentile

 

"

(Leggi Tutto... | 1 commento | Voto: 3)

L'accalappia-cani
Mercoledì, 13 aprile @ 17:28:38 CEST di admin (639 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "

L'accalappia-cani

Accalappia cani era; non pretendevano per caso che insegnasse loro il latino, quei malcreati. Ma l'educazione ...

"

(Leggi Tutto... | 37210 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 4)

Don Pietro Fagà
Lunedì, 19 luglio @ 23:04:39 CEST di admin (607 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "

Don Pietro Fagà

Roma, il 20/9/1955

Soleva dire, a chi ancora gli chiedeva perché i figli amavano il lavoro come il diavolo l’acqua santa, che lo sbaglio più grosso della sua vita era stato quello di avere sposato la figlia di Antonio Ballotta, che terre al sole ne aveva tanta da poter dare lavoro a tutta la gente di Majerato e di Sant’Onofrio messa insieme, ma che lui non si era mai preoccupato di andare a vedere quanto era lunga e quanto era larga per non far la fatica di percorrerla a piedi.
Si era provato, veramente, una volta, quando tutta l’eredità paterna gli era cascata tra capo e collo trovandolo tanto pigro e tanto impreparato; ma dopo fatti cento metri tra l’erbe ancor roride di rugiada del mattino, si era accorto che le nobili estremità risentivano dell’umido di cui era impregnata la campagna, ed aveva fatto un subito dietro front e per tre giorni si era cacciato a letto per tema di un grosso malanno.

"

(Leggi Tutto... | 43769 bytes aggiuntivi | Voto: 4)

Lo ZERO fratto ZERO (e non solo) nella Matematica
Martedì, 18 maggio @ 16:33:27 CEST di admin (1276 letture)
Articolo  (articoli generici)nonsologrigio ha scritto
 

Lo ZERO (e non solo) nella Matematica

Un’ipotesi matematica è presentata come una normale conversazione tra due ricercatori. Il dialogo che avviene in una breve ricreazione, rilassante e piacevole, serve da tonificante mentale alle stressanti e spesso ripetitive azioni che i due studiosi devono compiere, talvolta con risultati solo parziali, per portare avanti la loro complessa ricerca.


 

 
 
"

(Leggi Tutto... | 25975 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 4.44)

E se la Gravitazione Universale non fosse una forza attrattiva, ma repulsiva?
Giovedì, 31 dicembre @ 11:20:57 CET di admin (1308 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)nonsologrigio ha scritto "

E se la Gravitazione Universale non fosse una forza attrattiva, ma repulsiva?


Un’ipotesi teorica è presentata come una normale conversazione tra due ricercatori, con nomi di pura fantasia. Il dialogo che avviene in una breve ricreazione, rilassante e piacevole, serve da tonificante mentale alle stressanti e spesso ripetitive azioni che i due studiosi devono compiere, talvolta con risultati solo parziali, per portare avanti la loro complessa ricerca.






John ... stavo pensando che noi, a volte, ci fissiamo su alcune cose, dandole per scontate!

Serghey A cosa alludi?

John … leggevo alcuni articoli riguardo il Big Bang…

Serghey … e allora?

John Bah! A volte rimango perplesso! …le radiazioni di fondo … tutta la materia concentrata in un unico punto…

Serghey …ma sono teorie … ipotesi, talvolta suffragate da alcuni riscontri o misurazioni…

John Si …certo, ma molte volte si presentano come universali, teorie, che forse possono essere valide localmente e di cui si hanno riscontri, per così dire, solo in ambiti ristretti come sulla Terra o nel sistema solare; ma anche fossero relative alla nostra galassia….sempre ristretto sarebbe l’ambito!

Serghey Si, può darsi…

John Te lo immagini? Tutta la materia in un sol punto…per poi esplodere; come dire che per esplodere si sia atteso anche l’ultimo atomo! …senza di quello…non esplodeva! Sai cosa vuol dire? Una probabilità su … su il numero degli atomi che costituiscono il nostro universo: probabilità zero! Molto più probabili big bang locali… a macchia di leopardo che abbiano coinvolto una o l’altra galassia o poco più.

Serghey Potrebbe essere.

John Stavo pensando anche un’altra cosa…

Serghey …sempre in grande…ehm …immagino?

John ... sembra che da conti fatti…. manchi una grande quantità di massa… non si riesce a trovare…

Serghey …pare che possa essere materia non visibile, oscura oppure impregnare come etere, tutto il cosmo…

John si …ma ne manca tanta; troppa! ti rendi conto… ne manca il 90%; in alcuni ammassi galattici anche di più!

Serghey Si, sembra il mistero del momento; infatti, scienziati, studiosi ed esperti tra i più illustri, stanno ultimando alcune grandi opere tecnologiche proprio per capire ciò. Si cercano forme di neutrini, si ipotizzano altre particelle…

John Si; opere immani; protoni accelerati e sparati da oltre 700 km di distanza per colpire un bersaglio; studiare le interazione e vedere le iterazioni; ambienti particolari protetti da rocce per migliaia di metri, da piombi particolarmente stabili per evitare l’ingresso di particelle provenienti dallo spazio…

Serghey Mesoni, muoni, neutrini muonici, elettronici, tau… ma quanti ce ne dovrebbero essere per completare questo 90% di materia mancante? … sembra impossibile! Credo, che sia una fisica ancora tutta da capire, da studiare e che ci porti a nuovi modelli, che in futuro, probabilmente, assumeremo come standard…

John Lo sai perché mi piace dialogare con te?

Serghey … si, …no…dimmi..

John Ti rispondo con una domanda; un quesito semplice semplice: “ti trovi improvvisamente su un isolotto in mezzo all’oceano; questo solo per levarti tutti i riferimenti, anche quelli temporali; il sole è basso, sull’orizzonte. In pochi secondi, prima di capire se il sole stia salendo o se stia calando, saresti capace di stabilire se si tratta di un’alba o di un tramonto?”

Serghey …uhm … no; come faccio? … impossibile!….no aspetta… Si…Certo che si!

John …dai dimmi…

Serghey Per effetto della rotazione terrestre; in pratica all’alba, noi andiamo incontro alla luce del sole e quindi le onde luminose ci arrivano più “compresse”, cioè come se avessero una frequenza maggiore; al tramonto, al contrario, sempre per effetto della rotazione terrestre, ci allontaniamo e le onde luminose ci arrivano più “ dilatate”, cioè come se avessero una frequenza minore: nello spettro della luce visibile, frequenze diverse ci appaiono come colori diversi; un po’ simile all’effetto doppler… quindi se la luce del sole tende al violetto…al violaceo, allora è l’alba; se la luce del sole tende al rossastro, al color fuoco, è il tramonto.

John Ecco perché mi piace trattare un argomento con te; non dai nulla per scontato, ma ci vuoi arrivare sempre per ragionamento; e sotto quest’aspetto, noi, abbiamo molto in comune.

Serghey …ragionamenti, ..semplici, complessi…talvolta sconclusionati…

John E’ vero. Alle volte mi domando se certi approcci possano essere errati o se in qualche modo non riusciamo a “vedere” talune cose, o addirittura essere tratti in inganno?

Serghey …non vedere … essere tratti in inganno!?

John Quello che voglio dire è che, troppo spesso alcune cose sembrano evidenti, certe, vincolanti…assolute, ma poi non lo sono..

Serghey …tipo?

John Il Sole! Il Sole che gira intorno alla Terra!

Serghey …ma dai!

John ..eppure per migliaia di anni è stato così…l’impressione era quella, e ci volle molto tempo per capire l’errore..

Serghey Si … è vero…

John …poi grazie alle “stelle non fisse”… ma vedi quello studente in visita? …sembra far finta di niente, ma ci ascolta, è interessato; … dai spiegalo …spiegalo a me!

Serghey Quali stelle? … eh…scherzavo! ……alcuni pianeti del sistema solare, una volta chiamati “stelle non fisse”, viste dalla Terra, percorrevano un’orbita un po’ bizzarra tornando anche indietro. Qualcuno fece dei calcoli, e vide che facendoli girare intorno al Sole, anziché intorno alla Terra come allora si credeva, la rivoluzione di Urano e Nettuno, i due pianeti incriminati, era normalissima. ….soddisfatto?

John …molto sintetico….

Serghey …a proposito di studenti…. l’altra settimana è venuto Alex dicendomi che c’era un gruppo di ricercatori impegnati in un lavoro sulla dodicesima dimensione….

John …dodicesima?!?

Serghey Si! Ha detto che serviva per risolvere e far quadrare alcune delle dimensioni precedenti…ma poi ne sarebbe servita un’altra per spiegare quella!!!!

John ah ah ah!… arguto il ragazzo!...sottile e intelligente!

Serghey Si, molto….ma a proposito … di vedere…di approcci …di tratti in inganno… prima, cosa intendevi dire?

John Mi riferivo alla gravitazione universale…

Serghey …ai gravitoni? …immagino ...

John …non proprio ai gravitoni; Volevo solo dire che, anche in questo caso, la cosa più evidente, la più certa, quella che appare ai nostri occhi, è la gravità, questa attrazione che si esercita fra tutti i corpi, fra tutte le masse…

Serghey Non vorrai …negare anche questa, per caso?

John No! ….si…in un certo qual modo …Si!

Serghey ?!? …vedi come siamo attaccati al suolo?... guarda… lascio cadere questa monetina…vedi? E’ caduta! E’ caduta in terra! E’stata attratta dalla Terra! … vuoi, esempi più ampi….

John No! …no! Ma proviamo a basare tutte queste evidenze partendo da un punto di vista diverso: la repulsione.

Serghey Come la repulsione?

John Ammettiamo per un attimo che, tutti i corpi, tutte le masse …non si attraggano…diciamo in prima fase che, siano neutri l’uno rispetto all’altro …almeno gravitazionalmente…

Serghey Ah ah ah! Allora saremmo … nello spazio…chissà dove? La Terra con la sua rotazione…ci caccerebbe via… se lasciassi questa monetina… salirebbe in cielo; … però in compenso qualcosa di buono ci sarebbe: gli alberi ….più alti!

John Spiritoso! Fermati un attimo. Come dicevo, tante cose ci appaiono in un certo modo; noi le diamo per scontate, per verità, per assolute ….ma….

Serghey Provo a seguirti…

John … se tutti i corpi, invece di attrarsi l’un l’altro, fossero sottoposti esclusivamente ad una forza repulsiva, proveniente, per esempio, dai bordi…dai confini del nostro universo… Cosa credi che succederebbe?

Serghey Uhm … a livello cosmico…. non saprei proprio… non ho la più pallida idea… ma qui sulla terra sempre in cielo voleremo… no! …forse saremmo senza peso…neppure! …fammi riflettere… dovremmo essere “spinti” verso la terra… vero?

John …bravo!

Serghey …aspetta … Se questa “spinta” agisse da tutte le parti, sarebbe come dire che non c’è!

John Quasi…ma diciamo che questa spinta debole, questa gravitazione repulsiva, anche se proveniente da tutte le parti, non sarebbe uguale in tutti i punti, ma varierebbe a seconda del luogo in cui ci troviamo; ogni corpo, con il proprio assorbimento, produrrebbe un’ombra, uno schermo gravitazionale sugli altri…

Serghey ?1? …vuoi dire che se inventassimo un… tappeto antigravitazionale…non lo dovremmo porre sotto i piedi… ma sopra la testa?

John Si…insomma, noi siamo attratti… scusa volevo dire “spinti” contro la Terra solo perché le forze che agiscono su di noi sono diverse. Diciamo semplicemente che, orizzontalmente riceviamo la stessa spinta da tutte le parti, mentre sul piano a noi verticale agiscono forze diverse: dall’alto una spinta maggiore, dal basso invece una spinta minore in quanto questa forza, questa spinta è assorbita dalla Terra che fa da schermo e pertanto riduce la forza stessa..

Serghey …credo di aver capito il tuo ragionamento: tu dici che questa forza repulsiva che investe tutto e tutti, e che in qualche modo ha origine ….dall’origine del universo, agisce in ogni direzione ma si riduce o viene assorbita attraversando una massa, credo in modo proporzionale alla massa stessa?

John Si…più o meno… vedo che ci stai arrivando…

Serghey …in effetti, sulla Luna peseremo di meno, in quanto lo schermo della Luna è piccolo, mentre su un pianeta come Giove peseremo di più , in quanto la sua massa produce uno schermo maggiore o meglio assorbe una quantità maggiore di questa forza. Soddisferebbe anche gli esperimenti dei due corpi vicini fatti cadere dall’alto: si avvicinerebbero non per attrazione ma per quella spinta minore esercitata sulle facce che si guardano, ridotta dalla loro “ombra”; anche un corpo celeste potrebbe “cadere” su un altro maggiore, o ricevere quel colpo di frusta che lo allontana con maggior velocità.

John …si…esatto; … certo abbiamo analizzato solamente pochi casi; ma la teoria risulta valida anche per le maree, per la “gravità” che misuriamo alle diverse altitudini con quei diversi “coni di ombra” prodotti dalla Terra.…certo sono misurazioni complesse perché dobbiamo tenere conto della densità e del tipo di terreno sottostante…

Serghey … ma fuori, nello spazio … dovremmo analizzare se questa teoria …regge…

John Credo di sì, del resto, quando una forza agisce su un corpo in una certa direzione, tale forza possiamo considerarla indifferentemente come attrattiva o repulsiva: l’importante è che la direzione e la quantità della forza rimangano quelle!

Serghey …e questo secondo te potrebbe in qualche modo spiegare …la massa mancante?

John …forse …ma sinceramente non lo so! Vedi, né io, né tu, abbiamo i mezzi e nemmeno le conoscenze per fare un’analisi …di questo genere…

Serghey …in fondo, quello che dici, pensandoci bene, non ha nulla di sconvolgente: spingere o attrarre non ha nessun senso… è sempre e solo la direzione di una forza che agisce … direi che è quasi …una convenzione….

John Beh …adesso ..non sminuire tutto … c’è una certa differenza; altrimenti potremmo anche considerare “per convenzione” che il Sole giri intorno alla Terra! … almeno dal nostro sistema di riferimento… ma se andassimo su un altro …

Serghey … sul Sole?

John …no; io intendevo su un sistema di riferimento diverso, accelerato dove lo spazio il tempo potrebbero comportarsi in maniera diversa…

Serghey ..per esempio?

John Vedi, la nascita dell’universo è avvenuta quasi 15 miliardi di anni fa; la nostra terra dovrebbe far parte di quello stesso nucleo che diede origine al Big Bang

Serghey …certo! …allora…

John Oggi, con i mezzi di cui disponiamo, siamo riuscite a scoprire galassie distanti da noi quasi 15 miliardi di anni luce. Questo vuol dire che 15 miliardi di anni fa… quella galassia si trovava là, a quella distanza. La luce che ci arriva, ci ha messo 15 miliardi di anni; e quindi noi sappiamo che quella galassia era là, allora; oggi chissà dov’è o chissà se c’è ancora. Ma come facevamo noi, 15 miliardi di anni fa ad essere distanti 15 miliardi di anni luce da quella galassia, se nello stesso momento o quasi facevamo parte dello stesso nucleo universale, poi esploso?

Serghey …e la tua teoria, spazio tempo repulsione, la spiegherebbe?

John No! Questo sicuramente no! Però, crearsi dubbi, osservare, riflettere , così come esaminare le situazioni, da prospettive diverse o insolite, permette all’uomo una crescita ed una visione complessiva migliore; tutto ciò, inoltre, alimenta l’ingegno, vero ed unico motore per il nostro sviluppo e per l’acquisizione di conoscenze future!


          di NonSoloGrigio  (nonsologrigio@libero.it)


    Roma, 21 dicembre 2006

"

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Senza Barlume
Domenica, 13 dicembre @ 17:45:55 CET di admin (531 letture)
nonsologrigio ha scritto "
     Senza Barlume
 
Nell’oscurità profonda dell’abisso
un’ombra fosca si aggira silenziosa
e cupa. Stilla. La goccia si frange
opaca sul fondo catramoso e smorto.
 
Un velo sinistro pervade, nella notte,
l’etere già torvo; un olezzo afoso, di acre
intriso, s’innalza; si spande pesante e gobbo.
Solitudine indistinta, misteriosa e fitta.
 
Si spegne, nel buio sordo delle tenebre,
la torbida sagoma confusa.
Stride l’orrido baratro; un gemito
penetrante inarca lo spazio denso attorno.
 
Bieco, cavernoso e grave
s’intrica l’oblio con l’estinzione.
Spettrale, nel tetro scempio,
la morte offusca e inghiotte.
 
Mesto il corvo inorridito tace.
 
 di NonSoloGrigio
"

(Leggi Tutto... | 1 commento | Voto: 3)

Chicca
Domenica, 13 dicembre @ 17:00:49 CET di admin (396 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)nonsologrigio ha scritto "
     Chicca
 
Sbocci, ti schiudi
come grano di mais
al mio calore.
 
      di  Nonsologrigio
"

(Leggi Tutto... | 1 commento | Voto: 2)

Pagine Marine X
Giovedì, 03 dicembre @ 10:28:51 CET di admin (364 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)fedor ha scritto "
 Pagine Marine X
 
 
Sono briachi di salsedine
che ha scavato
nei petti
e s’incitano
con voci gutturali.
La rete viene su a fatica
come di piombo;
cielo e mare di piombo
nulla vi è d’argentino.
Irrompe
la voce di un bimbo
che incita
maliziosamente;
stanotte sogneranno
di essere tornati
bambini
di giocare nell’acqua
di prenderne a mucchi
pesci,
con le mani.
 
 
 di Fedor Nicolay Smejerlink
"

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Per lei
Sabato, 28 novembre @ 19:33:27 CET di admin (349 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)nonsologrigio ha scritto "
 
      Per lei
Cogliesti per lei,
coglievi e cogli per lei,
coglierai ancora per lei;
coglione che sei !
      di Nonsologrigio
 
"

(commenti? | Voto: 4)

Anime morte
Lunedì, 06 luglio @ 18:24:47 CEST di admin (401 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)fedor ha scritto "
Anime morte
 
Trascorrono avvolte nei veli
sullo scenario della vita
anime morte.
Ti chiedo cosa nasconde
ogni piega, se han sesso,
se sono petali senza corolla.
Io del tuo amplesso
m’illumino, dell’onda
dei tuoi pensieri cangianti
a ogni brezza.
Sento fierezza e sgomento
per tanto vivere
e tento con l’anima
giocare, come con amica
cui non pesan le gioie
e l’angoscia. Nel tuo volto
fatica di stagioni,
rimorso non scorgo
di tempo trascorso invano,
e viva, limpida sgorghi
da ignoti recessi
tracciando sul mio volto
torture e solchi profondi
fino al cuore.
 
 
di Fedor Nicolay Smejerlink
 
"

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Oasi
Lunedì, 30 marzo @ 12:21:04 CEST di admin (393 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
OASI
 
A Turi avevano detto che quella sarebbe stata una vita da cani, esposto sempre al freddo e alle intemperie e, quando il sole scotta, al riverbero del pietrisco infocato che brucia gli occhi e incolla la lingua al palato; avevano insistito ché rimanesse tra loro, perché il pane sul mare lo si guadagna comunque e che infine un aiuto, un consiglio, un conforto se lo potevano dar l’un l’altro, venuti insieme su dall’infanzia, con negli occhi stemperato il ceruleo di quel mare limpido e immenso, dal quale non potevano staccarsi senza un rimpianto nel cuore e un senso di smarrimento nell’animo.
Eppure a lui era toccato staccarsi presto da quei luoghi familiari, dove uno scoglio, un angolo di mare, una stradicciola, una casa gli facevano tornare alla memoria, come fossero di ieri, episodi gustosi e piccanti, lieti e tristi, che lo avevano accompagnato dall’adolescenza alla giovinezza e avevano quasi plasmato il suo carattere, permeandolo di semplicità e di buonsenso insieme.
Era dovuto partire per la guerra appena ventenne e vi era andato con la consapevolezza di compiere un dovere. Nel suo istinto avvertiva che essa era una cosa stupida; questo però non poteva impedire che durasse a lungo e lasciasse tracce sempre più dolorose fra le genti in mezzo alle quali passava, creando barriere di incomprensione e di odio.
Poi vennero i lunghi anni di prigionia; giorni e notti interminabili in cui ogni atto, ogni sospiro, ogni parola sembrano essere spiati da altri uomini gravati dal tristo compito di una sorveglianza cui farebbero volentieri a meno, solo che un gesto di comprensione o un sorriso facesse scoccare la scintilla di simpatia che fa di un altro uomo all’istante un fratello.
Infine il ritorno al suo paese; l’accoglienza calda e affettuosa di amici e parenti, molti dei quali aveva lasciato ancor giovani e che ritrovava con i capelli grigi e con i segni delle sofferenze sul volto; l’unione con una giovine donna alla quale aveva promesso il suo amore e che aveva desiderato appassionatamente nel lungo tempo trascorso lontano da lei.
Egli affrontò con entusiasmo la nuova vita e le responsabilità che si era assunte creandosi una famiglia. Ma ai primi tempi di facili guadagni e di illusoria abbondanza, sopravvennero giorni difficili; passarono delle settimane e poi dei mesi senza che nel piccolo porto comparisse una nave o un bastimento per le operazioni di scarico e carico merci; parve che il fervore di opere che aveva accompagnato le truppe degli eserciti vincitori fosse passato insieme con esse e che pian piano tutta la vita della grande isola fosse ripiombata nell’indifferenza e nel torpore che non l’avevano risparmiata nei tempi trascorsi.
Ma Turi aveva avuto nel frattempo due bimbe; sapeva ormai per esperienza come l’uomo si rassegna e più spesso s’abbrutisce se non trova in sé la forza e la volontà di superare i primi ostacoli. Nessun lavoro gli riusciva penoso e nessuno ne rifiutava; poi andò a cercarselo, a chiederlo, perché alla sua Nunzia e alle bimbe non mancasse il necessario alla vita; e il necessario per loro, abituati ad una vita frugale, era veramente di poche cose.
Nelle lunghe ore di forzato riposo sostava sulla spiaggia con la canna da pesca e nelle notti di bonaccia si recava al largo insieme ad alcuni amici, servendosi di una vecchia barca a motore, mossi dalla speranza di una pesca più fruttuosa per mezzo delle reti a maglia e di quelle volanti.
Ma anche il mare, specie lungo la costa, era avaro di pesce, come se la cattiveria degli uomini, che lungi dall’amarsi e comprendersi avevano usato ogni mezzo per sopraffarsi a vicenda, avesse spinto gli animali di ogni specie il più lontano possibile da loro, in cerca di angoli sicuri e riposti.
Turi lesse nei visetti emaciati delle bimbe un’accusa che pesava più di ogni parola e per la seconda volta, mosso da un dovere infinitamente più bello e più grande del primo, decise di lasciare la sua gente, i luoghi a lui cari, gli amici, i ricordi, perché fiorisse di nuovo sulle labbra della sua Nunzia il sorriso e le bimbe ritornassero floride come le giovini piante che hanno bisogno di sole.
Accettò il lavoro di cantoniere che gli era stato offerto e tenne le orecchie chiuse ad ogni genere di esortazione contraria, perché non parlassero in lui i sentimenti e non sentisse prepotente il desiderio, la gioia piena di vivere la sua vita libero tra le arene infocate, le acque tiepide, le verdi scogliere del suo luogo natio; non perché non avvertisse l’armonia che si stabilisce fra un corpo vigoroso ed agile e il liquido elemento dal quale gli sembrava di essere nato per il naturale trasporto che ad esso lo spingeva. Anzi egli si rendeva conto, prima di iniziare il nuovo lavoro, della dissonanza grande tra i suoi sogni e la realtà alla quale andava incontro; era sicuro che bisognava stringere i denti per non cedere, dimostrare un volto contento perché Nunzia non gli leggesse negli occhi quasi l’accettazione di un sacrificio.
 
*     *     *
 
Un piccolo cubo rossastro sperduto tra un mare di lentischi e ginestre e, lontano, sabbia e poi sabbia ancora, a perdita d’occhio; una pace grande, quasi il tempo si fosse fermato sulle cose, se l’alternarsi della notte e del giorno non convincesse del contrario; solo a distanza di ore il rumore assordante di un treno e la terra scossa d’improvviso come da un tremuoto che pareva sprigionasse da ignote cavità un vento rapido e avvolgente, della durata di attimi.
In questo piccolo mondo, senza altri orizzonti, quattro creature vivevano ormai la loro vita. Ma quattro esseri che si integravano a vicenda, che non avrebbero potuto fare a meno l’uno dell’altro, senza che venisse inesorabilmente turbata quell’armonia che li rendeva un tutto unico, come un fascio di note varie e concordi.
Per Turi quella era la sua piccola, grande oasi. A sera o quando il sole dardeggiava alto nel mezzo del cielo, egli tornava stanco alla casetta che era l’unico punto di riferimento in quella uguale, monotona solitudine e gli pareva di andare per un deserto nel quale a distanza un palmizio gli indicasse un segno di vita. Allora dentro gli cresceva una sete nuova ed egli accelerava il passo andando avanti a occhi socchiusi, perché in quel suo deserto vi era una via tracciata e sicura, dallo splendore dell’argento fuso.
Batteva ritmicamente  sulle rotaie con una leva; e il suono, nella pace di quella terra dormiente, si ripercoteva lontano e le bimbe accorrevano l’una dietro l’altra a quel noto richiamo e con le manine facevan schermo agli occhi dei raggi del sole, mentre un grido di gioia partiva da quella che per prima avvistava il babbo. Turi si avvicinava ad esse felice e non un segno di stanchezza traspariva dal suo volto; le sollevava sulle braccia, le faceva sedere sulle ginocchia e si abbeverava in quegli occhi limpidi, dolci di soffusa innocenza, e annegava in quell’azzurro, intenso come il suo mare lontano; sogni e pensieri. Nunzia gli portava una tazza di acqua fresca e limone e senza avvedersene gli carezzava i capelli neri come l’ala di un corvo.
Poi le bimbe domandavano, insistevano per sapere dove andavano tutti quei treni che sfrecciavano davanti ai loro occhi e che restavano a guardare con un senso di timore e di rispetto. Dicevano a Turi che qualche volta avevano visto altre bimbe, belle come bambole, che tenevano il nasetto appiccicato ai vetri e agitavano i braccini in segno di saluto; dicevano che doveva essere tanto bello andare su quei treni e correre più veloci del vento e vedere tanti e tanti luoghi nuovi.
Turi allora scarruffava i loro capelli come per scacciare dalle loro testoline tali pensieri, le stringeva al suo petto e con aria allegra, come se raccontasse una favola interessante, diceva che non vi era al mondo un luogo più bello e tranquillo della loro casa, fiori più delicati di quelli delle ginestre, aroma più puro di quello della resina dei lentischi. Poi correva a nascondersi dietro la casa e di là dietro un arbusto e più lontano ancora, tra i ciuffi di ginestra. E le bimbe a corrergli dietro con lieti strilli, facendo finta di non vedere dove stava nascosto e infine piombargli addosso con simulato affanno, stringere con tutte e due le manine, una di qua una di là, le robuste mani di Turi e condurlo “prigioniero” al cospetto della mamma che il “cattivo” aveva lasciato sola sola.
A notte Turi sostava ancora per un certo tempo all’aperto; gli piaceva starsene seduto con le mani incrociate sul petto, mentre il suo sguardo vagava in alto, in cerca di quelle stelle che le notti di prigionia in Africa vedeva più basse sull’orizzonte e che ora brillavano nel mezzo del cielo.
Aveva parlato con esse un giorno e ad esse aveva affidato messaggi di amore e speranza. Ora il dialogo riprendeva in forma più semplice e umana.
Dicevano a Turi le stelle che gli uomini corrono, litigano, s’affaticano nel tormento di raggiungere una meta dietro l’altra e che quasi sempre essi ignorano, in questo inutile affannarsi, il danno che arrecano a se stessi e agli altri; che raramente essi distolgono il loro sguardo dalle cure e dagli interessi terreni per bearsi di quella cristallina immensità, non solo con la preghiera, ma con la disposizione, propria delle creature intelligenti, di essere veramente  probi e virtuosi.
La tenue luce che pioveva da esse brillava sui vetri delle anguste finestre dietro le quali le sue bimbe ormai riposavano. Turi come preso da una preoccupazione improvvisa, si alzava di scatto, rientrava in casa e pian piano, per non svegliarle, si avvicinava ai lettini delle bimbe per spiare il loro sonno tranquillo.
Temeva che quella dolce innocenza potesse essere distrutta, che anche alle sue bimbe le stelle potessero un giorno o l’altro svelare gli aspetti meno belli della vita e tracciare le prima ruga sulle loro fronti serene; quel giorno, forse, sarebbe sorto prepotente nell’animo loro il desiderio di vedere, conoscere il mondo, rifuggire da quella solitudine che avrebbero considerata loro nemica.
Quel giorno, certamente, la sua oasi si sarebbe confusa con il deserto dattorno e si sarebbero essiccate le sue sorgenti fresche e limpide.
Egli allora si sarebbe trascinato quotidianamente per un deserto infinito: per dare ristoro alle labbra le avrebbe inzuppate con le sue lacrime, per dar tregua alla sete si sarebbe gettato con la bocca avida sul nitore delle rotaie, come su due rivoli d’acqua pura.
 
di Fedor Nicolay Smejerlink
"

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Pecore !
Lunedì, 09 febbraio @ 10:10:02 CET di admin (372 letture)
Aforismi (motti, massime, detti)nonsologrigio ha scritto "
Pecore !
 
Maldestro s’inerpica il branco;
s'incanala irrequieto e compatto.
Officia il pastore:
incita con toni gutturali e sgraziati,
agitando il bastone.
 
di  NonSoloGrigio
 
"

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Il pane dell'anima
Sabato, 24 gennaio @ 16:42:02 CET di admin (468 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
Il gusto loro era di sentirgli ripetere lo stesso discorso, in cui qualcosa di nuovo vi ficcava sempre, e di farlo infine andare su tutte le furie, interrompendolo quando meno se lo aspettava. ...
"

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Il Canneto
Mercoledì, 14 gennaio @ 10:14:18 CET di admin (827 letture)
Diario (diario, agenda, memorie)fedor ha scritto "

 

Credo di aver avuto un sei anni a quel tempo.

"

(Leggi Tutto... | 3697 bytes aggiuntivi | Voto: 3)

Un giorno di Maggio
Giovedì, 20 novembre @ 16:40:54 CET di admin (340 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
Ero da poco uscito dall’autostrada che da Cagnes va oltre il Fréjus, larga e dal fondo solido, e avevo decelerato la marcia della vettura per godermi lo spettacolo della campagna di Provence che è uno dei più belli del mondo, quando è primavera.
"

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Pagine Marine IX
Lunedì, 10 novembre @ 21:31:27 CET di admin (334 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)fedor ha scritto "

Tra le valve appena schiuse

t’intravedo

in fondo alla tua alcova, lattiginosa.

"

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Foglie morte
Lunedì, 20 ottobre @ 18:07:23 CEST di admin (374 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
Foglie morte
 
 
Si sperdono come i desideri. Foglie morte.
Fu nella piana di Mamuntanas, quando il corvo gracchia indisturbato dai sassi tesi del nurago e la civetta attende la sera prossima per fare sue le prede.
"

(Leggi Tutto... | 12832 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 5)

Il pàpparo
Domenica, 31 agosto @ 18:38:33 CEST di admin (336 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
Il pàpparo
 
Per la strada che dal villaggio di S. Pietro porta alla marina di Vibo Valentia scendeva quella mattina il pàpparo, scalzo come sempre, il tamburo a tracolla, assonnato per il lungo vegliare, desideroso di giungere quanto prima gli fosse possibile alla sua misera stamberga e lì gettarsi di peso sul giaciglio per un po’ di riposo.
"

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Tu vaghi, Terra
Giovedì, 07 agosto @ 09:55:39 CEST di admin (373 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)fedor ha scritto "
Isola ed ombra sei, povera terra
"

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A mio padre
Giovedì, 24 luglio @ 16:41:24 CEST di admin (740 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)fedor ha scritto "
 
Io la morte l’ho vista
serena sul volto del padre,
"

(Leggi Tutto... | 2489 bytes aggiuntivi | Voto: 5)

Il cane lupo
Venerdì, 11 luglio @ 16:32:00 CEST di admin (331 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)nonsologrigio ha scritto "
Il cane lupo
Era lì; percepivo la sua presenza;
"

(Leggi Tutto... | 5000 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 5)

Pagine Marine XI
Martedì, 24 giugno @ 14:29:32 CEST di admin (338 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)fedor ha scritto "
Pagine Marine XI
 
Odo il tuo respiro
"

(Leggi Tutto... | 2052 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 5)

Una Vela
Sabato, 03 maggio @ 21:58:21 CEST di admin (342 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)fedor ha scritto "
UNA VELA
 
"

(Leggi Tutto... | 3918 bytes aggiuntivi | commenti? | Voto: 4)

La Quercia
Martedì, 01 aprile @ 11:23:37 CEST di admin (385 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
LA QUERCIA
 
Zì ‘Ntoni saliva stanco l’erta che conduce tra il bosco di ulivi e di mandorli a Villa Miranda,
"

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L'altalena
Mercoledì, 26 marzo @ 11:03:48 CET di admin (782 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)fedor ha scritto "
L’altalena
 
 
"

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Pagine marine ....XIII
Mercoledì, 12 marzo @ 16:51:05 CET di admin (769 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)fedor ha scritto "
Pagine Marine XIII
 
Una moneta per la forma;
"

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Incanto
Giovedì, 06 marzo @ 08:13:00 CET di admin (390 letture)
Poesie  (canti, poemi, versi)fedor ha scritto "
 
                  Incanto
 
"

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Romanzo (racconto, novella, storia)
[ Romanzo (racconto, novella, storia) ]

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· Questa è ansia
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