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Più parole non ebbi e l’ombra cupa

scese su tutto. Come dall’alto

sulle distese del suo mare azzurre

precipite vedea la sua ruina

e di già nei ciechi occhi il sol distesa

avea l’imagine di morte

a la dedalea prole,

tal piombava l’anima mia

disgiunta dalla frale dimora

nell’abisso. E non v’era fondo

e non luce e non speranza.

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Hanno issati i vincastri

e tutto di pioggia scintilla

i volti scarni sull’ispido pelo

rugiada, negli occhi un fuoco

profondo. Tremiti di febbre

come aura marina sul dorso

nudo e tremiti di morte

iridescenti senza una voce.

Han teso le fragili trappole,

nel tramonto era il presagio

dell’alba, l’attesa senza sonno

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La strada era polverosa, cosparsa di ciottoli; e le rughe profonde, che Diego seguiva con gli occhi stanchi arrossati, gli dicevano della sua vecchiezza e gli pareva di trascinare i piedi sopra una pelle vizza, cosparsa di macchie scure, come di sangue aggrumato dal passare del tempo.

Dalle rade querce abbruciate dal sole di una estate calda e secca svolazzava qua e là qualche merlo, colto di sorpresa al riparo dal sole sui rami bassi o sulle foglie sparse per terra, dove l’ombra dà un po’ di ristoro, e si allontanava di poco fischiettando, quasi rivolgesse un rimprovero all’importuno che veniva ad infastidirlo.

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Il grande segreto, taciuto occultato,

quello che al mondo non venne svelato.

Al sommo, l’eletta confidarsi aspirava,

ma ogni gradino affrontar le toccava.

Ferma, tenace, caparbia e ostinata,

anche dal papa, fu infine sdegnata.

Il mistero divino, riportato e fedele,

colpiva funesto: per il clero fu fiele!

La Chiesa, la trama volle cambiare,

e a loro piacere il mondo stuprare:

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               ed ogni essere volle il suo dio.


L’uomo lo creò a propria immagine e somiglianza;
il più perfetto possibile.
In tal modo lo raffigurò e lo venerò.
Vide però tanta cattiveria e malvagità
tra i suoi simili; allora, ne creò un altro,
a loro immagine e somiglianza; mostruoso.
E lo sprofondò negli abissi infernali.

 

nonsologrigio

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Ecco, Signore, se dell’universo

tu sei il fondatore,

se hai creato la terra

ed il mare e le stelle,

se ai liberi uccelli hai dato le ali

se hai fatto i pesci nelle acque guizzare

se a tutte le belve hai dato gli artigli

e un misero cuore hai dato ai conigli,

se ad ogni cosa un nome

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Dialogo tra un cameriere di (uno dei primi) vagone ristorante e un viaggiatore.

-         Prima colazione, signori, prima colazione!

Vettura ristorante

-         Buon giorno signore, desidera? Esprima ogni suo desiderio e noi saremo lieti di accontentarla!

-         Capito poco ... io volere manciare!

-         Oh! Il signore è straniero! Bene, bene! Cucina italiana offrire vasto assortimento specialità, cibi ottimi, vini insuperabili ...

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Io la morte l’ho vista

serena sul volto del padre,

come sonno ristoratore.

Cinquant’anni fra i bimbi

nell’umile scuola

ove fiorian le speranze,

dove egli solo sapeva

i sogni di giovini cuori.

Li ritrovò per le vie

con i volti emaciati

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