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La nave

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... già sono i calafati proni

su l’ardue ferite; allo scoglio

tu forti senz’altra speranza

condotta che morte. Ti tolse

la Frode il nocchiero, l’onore.

Dall’onda funesta travolta

non fosti, non fosti dal fato

segnata. Per mille perigli

Clandestino

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Presso qual proda disgiunta

rovini solitario passeggero

fatto gingillo imprevisto

in un percorso sospetto

che ti porta su terre lontane.

 

Errante uguale e dissimile nel significato

più vano, con il fiato mozzo, con l’ansia

La noche en la isla

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Toda la noche he dormido contigo
junto al mar, en la isla.
Salvaje y dulce eras entre el placer y el sueño,
entre el fuego y el agua.


Tal vez muy tarde
nuestros sueños se unieron
en lo alto o en el fondo,
arriba como ramas que un mismo viento mueve,
abajo como rojas raíces que se tocan.

Aquí  te amo

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Aquí te amo.
En los oscuros pinos se desenreda el viento.
Fosforece la luna sobre las aguas errantes.
Andan días iguales persiguiéndose.


Se desciñe la niebla en danzantes figuras.
Una gaviota de plata se descuelga del ocaso.
A veces una vela. Altas, altas estrellas.


O la cruz negra de un barco.
Solo.

Incanto

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Sogno dei verdi anni antichi

la bellezza, e l’amor primo

e il melograno in fiore.

 

di Fedor Nicolay Smejerlink

Come sono pesanti i giorni

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Come son pesanti i giorni,
A nessun fuoco posso riscaldarmi,
non mi ride ormai nessun sole,
tutto è vuoto,
tutto è freddo e senza pietà,
ed anche le care limpide stelle
mi guardano senza conforto,
da quando ho appreso nel mio cuore,
che anche l’amore può morire.

di Federico García Lorca

 

Per la morte della sorellina

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Perché di repente trascoloraro gli occhi

tuoi vivi come luce del giorno

e le manine vagarono un attimo incerte

nel vuoto, quasi a cercare la mamma

che ancora tu non sapevi chiamare?

Sul muto lettuccio, ravvolta nel lino,

era un’imagine di rosea cera il tuo volto

e lo sguardo fisso ed attonito

cercava l’infinito oltre l’angusto orizzonte.

Vespero Alpino

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Una baita, guarda nel vuoto.

Si aggrappa al fianco del monte

presa dal terrore di precipitare

spalanca due neri occhi al cielo.

Pietoso la avvolge un ciuffo

di nebbia che la marcita del pascolo

esala. L’erba è verde di smeraldo

cresce sotto la falciata dei bovi

più tenera. Assale la baita

da ogni lato, su fino al tetto

di lastre ferrigne. Con le lingue

Lorca il servo

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Un sorriso semplice, pieno, gli corse sul viso, per gli occhi e si discoprirono appena i denti bianchi.

Era tutta la felicità che poteva esprimere in quel giorno di sole, mentre la terra bruciava, e  desiderava con tutto il cuore che essa si diffondesse su tutto e su tutti, come una strana epidemia che portasse sollievo e conforto.

Andava tra i suoi fratelli di colore, quelli con i quali sino al giorno prima aveva diviso ogni sorta di fatiche, senza un attimo di sosta, con il terrore in corpo di essere frustati per un nonnulla, alle volte senza spiegarsi nemmeno il perché.

Pagine Marine VII

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Medusa, bianca e violetta,
mi hai sferzato
hai lasciato un segno rosso
sulla mia carne scura.
 
Fra poco
sarai informe poltiglia
color della sabbia;
il sole
ti scioglierà come cera.

Pei pascoli del cielo

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Pei pascoli del cielo

mi condurrai per mano

di mia vita cara amata compagna

ché da solo io non so andare; mi sperdo

oppresso dai pensieri

che s’affollano a mille

come i semi del pioppo nel settembre

inoltrato, tra stille di rugiada.

Alzati da quel divano o ...

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Dunque, sei qui!


Io arrivo a casa, e tu, ovviamente sei QUI. 

Non ti è bastato essere qui ieri sera, o oggi a pranzo. Sei qui anche ora!!

Sai dove sono stata io tutto il giorno? Sono stata seduta come te ma in un stupido ufficio. A sgobbare, oltretutto affianco a Giorgio, che puzza!

E tu? Sorridi? Mi prendi in giro?

Sei sempre con quel telecomando in mano e non fai altro che fare zapping e guardare il palinsesto televisivo immediatamente successivo.