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Il Mio Scrittoio: Romanzo (racconto, novella, storia)

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L'accalappia-cani
Mercoledì, 13 aprile @ 17:28:38 CEST di admin (3162 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "

L'accalappia-cani

Accalappia cani era; non pretendevano per caso che insegnasse loro il latino, quei malcreati. Ma l'educazione ...

"

(Leggi Tutto... | 37210 bytes aggiuntivi | 1 commento | Voto: 4)

Don Pietro Fagà
Lunedì, 19 luglio @ 23:04:39 CEST di admin (3746 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "

Don Pietro Fagà

Roma, il 20/9/1955

Soleva dire, a chi ancora gli chiedeva perché i figli amavano il lavoro come il diavolo l’acqua santa, che lo sbaglio più grosso della sua vita era stato quello di avere sposato la figlia di Antonio Ballotta, che terre al sole ne aveva tanta da poter dare lavoro a tutta la gente di Majerato e di Sant’Onofrio messa insieme, ma che lui non si era mai preoccupato di andare a vedere quanto era lunga e quanto era larga per non far la fatica di percorrerla a piedi.
Si era provato, veramente, una volta, quando tutta l’eredità paterna gli era cascata tra capo e collo trovandolo tanto pigro e tanto impreparato; ma dopo fatti cento metri tra l’erbe ancor roride di rugiada del mattino, si era accorto che le nobili estremità risentivano dell’umido di cui era impregnata la campagna, ed aveva fatto un subito dietro front e per tre giorni si era cacciato a letto per tema di un grosso malanno.

"

(Leggi Tutto... | 43769 bytes aggiuntivi | Voto: 4)

E se la Gravitazione Universale non fosse una forza attrattiva, ma repulsiva?
Giovedì, 31 dicembre @ 11:20:57 CET di admin (3625 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)nonsologrigio ha scritto "

E se la Gravitazione Universale non fosse una forza attrattiva, ma repulsiva?


Un’ipotesi teorica è presentata come una normale conversazione tra due ricercatori, con nomi di pura fantasia. Il dialogo che avviene in una breve ricreazione, rilassante e piacevole, serve da tonificante mentale alle stressanti e spesso ripetitive azioni che i due studiosi devono compiere, talvolta con risultati solo parziali, per portare avanti la loro complessa ricerca.






John ... stavo pensando che noi, a volte, ci fissiamo su alcune cose, dandole per scontate!

Serghey A cosa alludi?

John … leggevo alcuni articoli riguardo il Big Bang…

Serghey … e allora?

John Bah! A volte rimango perplesso! …le radiazioni di fondo … tutta la materia concentrata in un unico punto…

Serghey …ma sono teorie … ipotesi, talvolta suffragate da alcuni riscontri o misurazioni…

John Si …certo, ma molte volte si presentano come universali, teorie, che forse possono essere valide localmente e di cui si hanno riscontri, per così dire, solo in ambiti ristretti come sulla Terra o nel sistema solare; ma anche fossero relative alla nostra galassia….sempre ristretto sarebbe l’ambito!

Serghey Si, può darsi…

John Te lo immagini? Tutta la materia in un sol punto…per poi esplodere; come dire che per esplodere si sia atteso anche l’ultimo atomo! …senza di quello…non esplodeva! Sai cosa vuol dire? Una probabilità su … su il numero degli atomi che costituiscono il nostro universo: probabilità zero! Molto più probabili big bang locali… a macchia di leopardo che abbiano coinvolto una o l’altra galassia o poco più.

Serghey Potrebbe essere.

John Stavo pensando anche un’altra cosa…

Serghey …sempre in grande…ehm …immagino?

John ... sembra che da conti fatti…. manchi una grande quantità di massa… non si riesce a trovare…

Serghey …pare che possa essere materia non visibile, oscura oppure impregnare come etere, tutto il cosmo…

John si …ma ne manca tanta; troppa! ti rendi conto… ne manca il 90%; in alcuni ammassi galattici anche di più!

Serghey Si, sembra il mistero del momento; infatti, scienziati, studiosi ed esperti tra i più illustri, stanno ultimando alcune grandi opere tecnologiche proprio per capire ciò. Si cercano forme di neutrini, si ipotizzano altre particelle…

John Si; opere immani; protoni accelerati e sparati da oltre 700 km di distanza per colpire un bersaglio; studiare le interazione e vedere le iterazioni; ambienti particolari protetti da rocce per migliaia di metri, da piombi particolarmente stabili per evitare l’ingresso di particelle provenienti dallo spazio…

Serghey Mesoni, muoni, neutrini muonici, elettronici, tau… ma quanti ce ne dovrebbero essere per completare questo 90% di materia mancante? … sembra impossibile! Credo, che sia una fisica ancora tutta da capire, da studiare e che ci porti a nuovi modelli, che in futuro, probabilmente, assumeremo come standard…

John Lo sai perché mi piace dialogare con te?

Serghey … si, …no…dimmi..

John Ti rispondo con una domanda; un quesito semplice semplice: “ti trovi improvvisamente su un isolotto in mezzo all’oceano; questo solo per levarti tutti i riferimenti, anche quelli temporali; il sole è basso, sull’orizzonte. In pochi secondi, prima di capire se il sole stia salendo o se stia calando, saresti capace di stabilire se si tratta di un’alba o di un tramonto?”

Serghey …uhm … no; come faccio? … impossibile!….no aspetta… Si…Certo che si!

John …dai dimmi…

Serghey Per effetto della rotazione terrestre; in pratica all’alba, noi andiamo incontro alla luce del sole e quindi le onde luminose ci arrivano più “compresse”, cioè come se avessero una frequenza maggiore; al tramonto, al contrario, sempre per effetto della rotazione terrestre, ci allontaniamo e le onde luminose ci arrivano più “ dilatate”, cioè come se avessero una frequenza minore: nello spettro della luce visibile, frequenze diverse ci appaiono come colori diversi; un po’ simile all’effetto doppler… quindi se la luce del sole tende al violetto…al violaceo, allora è l’alba; se la luce del sole tende al rossastro, al color fuoco, è il tramonto.

John Ecco perché mi piace trattare un argomento con te; non dai nulla per scontato, ma ci vuoi arrivare sempre per ragionamento; e sotto quest’aspetto, noi, abbiamo molto in comune.

Serghey …ragionamenti, ..semplici, complessi…talvolta sconclusionati…

John E’ vero. Alle volte mi domando se certi approcci possano essere errati o se in qualche modo non riusciamo a “vedere” talune cose, o addirittura essere tratti in inganno?

Serghey …non vedere … essere tratti in inganno!?

John Quello che voglio dire è che, troppo spesso alcune cose sembrano evidenti, certe, vincolanti…assolute, ma poi non lo sono..

Serghey …tipo?

John Il Sole! Il Sole che gira intorno alla Terra!

Serghey …ma dai!

John ..eppure per migliaia di anni è stato così…l’impressione era quella, e ci volle molto tempo per capire l’errore..

Serghey Si … è vero…

John …poi grazie alle “stelle non fisse”… ma vedi quello studente in visita? …sembra far finta di niente, ma ci ascolta, è interessato; … dai spiegalo …spiegalo a me!

Serghey Quali stelle? … eh…scherzavo! ……alcuni pianeti del sistema solare, una volta chiamati “stelle non fisse”, viste dalla Terra, percorrevano un’orbita un po’ bizzarra tornando anche indietro. Qualcuno fece dei calcoli, e vide che facendoli girare intorno al Sole, anziché intorno alla Terra come allora si credeva, la rivoluzione di Urano e Nettuno, i due pianeti incriminati, era normalissima. ….soddisfatto?

John …molto sintetico….

Serghey …a proposito di studenti…. l’altra settimana è venuto Alex dicendomi che c’era un gruppo di ricercatori impegnati in un lavoro sulla dodicesima dimensione….

John …dodicesima?!?

Serghey Si! Ha detto che serviva per risolvere e far quadrare alcune delle dimensioni precedenti…ma poi ne sarebbe servita un’altra per spiegare quella!!!!

John ah ah ah!… arguto il ragazzo!...sottile e intelligente!

Serghey Si, molto….ma a proposito … di vedere…di approcci …di tratti in inganno… prima, cosa intendevi dire?

John Mi riferivo alla gravitazione universale…

Serghey …ai gravitoni? …immagino ...

John …non proprio ai gravitoni; Volevo solo dire che, anche in questo caso, la cosa più evidente, la più certa, quella che appare ai nostri occhi, è la gravità, questa attrazione che si esercita fra tutti i corpi, fra tutte le masse…

Serghey Non vorrai …negare anche questa, per caso?

John No! ….si…in un certo qual modo …Si!

Serghey ?!? …vedi come siamo attaccati al suolo?... guarda… lascio cadere questa monetina…vedi? E’ caduta! E’ caduta in terra! E’stata attratta dalla Terra! … vuoi, esempi più ampi….

John No! …no! Ma proviamo a basare tutte queste evidenze partendo da un punto di vista diverso: la repulsione.

Serghey Come la repulsione?

John Ammettiamo per un attimo che, tutti i corpi, tutte le masse …non si attraggano…diciamo in prima fase che, siano neutri l’uno rispetto all’altro …almeno gravitazionalmente…

Serghey Ah ah ah! Allora saremmo … nello spazio…chissà dove? La Terra con la sua rotazione…ci caccerebbe via… se lasciassi questa monetina… salirebbe in cielo; … però in compenso qualcosa di buono ci sarebbe: gli alberi ….più alti!

John Spiritoso! Fermati un attimo. Come dicevo, tante cose ci appaiono in un certo modo; noi le diamo per scontate, per verità, per assolute ….ma….

Serghey Provo a seguirti…

John … se tutti i corpi, invece di attrarsi l’un l’altro, fossero sottoposti esclusivamente ad una forza repulsiva, proveniente, per esempio, dai bordi…dai confini del nostro universo… Cosa credi che succederebbe?

Serghey Uhm … a livello cosmico…. non saprei proprio… non ho la più pallida idea… ma qui sulla terra sempre in cielo voleremo… no! …forse saremmo senza peso…neppure! …fammi riflettere… dovremmo essere “spinti” verso la terra… vero?

John …bravo!

Serghey …aspetta … Se questa “spinta” agisse da tutte le parti, sarebbe come dire che non c’è!

John Quasi…ma diciamo che questa spinta debole, questa gravitazione repulsiva, anche se proveniente da tutte le parti, non sarebbe uguale in tutti i punti, ma varierebbe a seconda del luogo in cui ci troviamo; ogni corpo, con il proprio assorbimento, produrrebbe un’ombra, uno schermo gravitazionale sugli altri…

Serghey ?1? …vuoi dire che se inventassimo un… tappeto antigravitazionale…non lo dovremmo porre sotto i piedi… ma sopra la testa?

John Si…insomma, noi siamo attratti… scusa volevo dire “spinti” contro la Terra solo perché le forze che agiscono su di noi sono diverse. Diciamo semplicemente che, orizzontalmente riceviamo la stessa spinta da tutte le parti, mentre sul piano a noi verticale agiscono forze diverse: dall’alto una spinta maggiore, dal basso invece una spinta minore in quanto questa forza, questa spinta è assorbita dalla Terra che fa da schermo e pertanto riduce la forza stessa..

Serghey …credo di aver capito il tuo ragionamento: tu dici che questa forza repulsiva che investe tutto e tutti, e che in qualche modo ha origine ….dall’origine del universo, agisce in ogni direzione ma si riduce o viene assorbita attraversando una massa, credo in modo proporzionale alla massa stessa?

John Si…più o meno… vedo che ci stai arrivando…

Serghey …in effetti, sulla Luna peseremo di meno, in quanto lo schermo della Luna è piccolo, mentre su un pianeta come Giove peseremo di più , in quanto la sua massa produce uno schermo maggiore o meglio assorbe una quantità maggiore di questa forza. Soddisferebbe anche gli esperimenti dei due corpi vicini fatti cadere dall’alto: si avvicinerebbero non per attrazione ma per quella spinta minore esercitata sulle facce che si guardano, ridotta dalla loro “ombra”; anche un corpo celeste potrebbe “cadere” su un altro maggiore, o ricevere quel colpo di frusta che lo allontana con maggior velocità.

John …si…esatto; … certo abbiamo analizzato solamente pochi casi; ma la teoria risulta valida anche per le maree, per la “gravità” che misuriamo alle diverse altitudini con quei diversi “coni di ombra” prodotti dalla Terra.…certo sono misurazioni complesse perché dobbiamo tenere conto della densità e del tipo di terreno sottostante…

Serghey … ma fuori, nello spazio … dovremmo analizzare se questa teoria …regge…

John Credo di sì, del resto, quando una forza agisce su un corpo in una certa direzione, tale forza possiamo considerarla indifferentemente come attrattiva o repulsiva: l’importante è che la direzione e la quantità della forza rimangano quelle!

Serghey …e questo secondo te potrebbe in qualche modo spiegare …la massa mancante?

John …forse …ma sinceramente non lo so! Vedi, né io, né tu, abbiamo i mezzi e nemmeno le conoscenze per fare un’analisi …di questo genere…

Serghey …in fondo, quello che dici, pensandoci bene, non ha nulla di sconvolgente: spingere o attrarre non ha nessun senso… è sempre e solo la direzione di una forza che agisce … direi che è quasi …una convenzione….

John Beh …adesso ..non sminuire tutto … c’è una certa differenza; altrimenti potremmo anche considerare “per convenzione” che il Sole giri intorno alla Terra! … almeno dal nostro sistema di riferimento… ma se andassimo su un altro …

Serghey … sul Sole?

John …no; io intendevo su un sistema di riferimento diverso, accelerato dove lo spazio il tempo potrebbero comportarsi in maniera diversa…

Serghey ..per esempio?

John Vedi, la nascita dell’universo è avvenuta quasi 15 miliardi di anni fa; la nostra terra dovrebbe far parte di quello stesso nucleo che diede origine al Big Bang

Serghey …certo! …allora…

John Oggi, con i mezzi di cui disponiamo, siamo riuscite a scoprire galassie distanti da noi quasi 15 miliardi di anni luce. Questo vuol dire che 15 miliardi di anni fa… quella galassia si trovava là, a quella distanza. La luce che ci arriva, ci ha messo 15 miliardi di anni; e quindi noi sappiamo che quella galassia era là, allora; oggi chissà dov’è o chissà se c’è ancora. Ma come facevamo noi, 15 miliardi di anni fa ad essere distanti 15 miliardi di anni luce da quella galassia, se nello stesso momento o quasi facevamo parte dello stesso nucleo universale, poi esploso?

Serghey …e la tua teoria, spazio tempo repulsione, la spiegherebbe?

John No! Questo sicuramente no! Però, crearsi dubbi, osservare, riflettere , così come esaminare le situazioni, da prospettive diverse o insolite, permette all’uomo una crescita ed una visione complessiva migliore; tutto ciò, inoltre, alimenta l’ingegno, vero ed unico motore per il nostro sviluppo e per l’acquisizione di conoscenze future!


          di NonSoloGrigio  (Fabio Mattia)


    Roma, 21 dicembre 2006

"

(commenti? | Voto: 4.95)

Oasi
Lunedì, 30 marzo @ 12:21:04 CEST di admin (832 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
OASI
 
A Turi avevano detto che quella sarebbe stata una vita da cani, esposto sempre al freddo e alle intemperie e, quando il sole scotta, al riverbero del pietrisco infocato che brucia gli occhi e incolla la lingua al palato; avevano insistito ché rimanesse tra loro, perché il pane sul mare lo si guadagna comunque e che infine un aiuto, un consiglio, un conforto se lo potevano dar l’un l’altro, venuti insieme su dall’infanzia, con negli occhi stemperato il ceruleo di quel mare limpido e immenso, dal quale non potevano staccarsi senza un rimpianto nel cuore e un senso di smarrimento nell’animo.
Eppure a lui era toccato staccarsi presto da quei luoghi familiari, dove uno scoglio, un angolo di mare, una stradicciola, una casa gli facevano tornare alla memoria, come fossero di ieri, episodi gustosi e piccanti, lieti e tristi, che lo avevano accompagnato dall’adolescenza alla giovinezza e avevano quasi plasmato il suo carattere, permeandolo di semplicità e di buonsenso insieme.
Era dovuto partire per la guerra appena ventenne e vi era andato con la consapevolezza di compiere un dovere. Nel suo istinto avvertiva che essa era una cosa stupida; questo però non poteva impedire che durasse a lungo e lasciasse tracce sempre più dolorose fra le genti in mezzo alle quali passava, creando barriere di incomprensione e di odio.
Poi vennero i lunghi anni di prigionia; giorni e notti interminabili in cui ogni atto, ogni sospiro, ogni parola sembrano essere spiati da altri uomini gravati dal tristo compito di una sorveglianza cui farebbero volentieri a meno, solo che un gesto di comprensione o un sorriso facesse scoccare la scintilla di simpatia che fa di un altro uomo all’istante un fratello.
Infine il ritorno al suo paese; l’accoglienza calda e affettuosa di amici e parenti, molti dei quali aveva lasciato ancor giovani e che ritrovava con i capelli grigi e con i segni delle sofferenze sul volto; l’unione con una giovine donna alla quale aveva promesso il suo amore e che aveva desiderato appassionatamente nel lungo tempo trascorso lontano da lei.
Egli affrontò con entusiasmo la nuova vita e le responsabilità che si era assunte creandosi una famiglia. Ma ai primi tempi di facili guadagni e di illusoria abbondanza, sopravvennero giorni difficili; passarono delle settimane e poi dei mesi senza che nel piccolo porto comparisse una nave o un bastimento per le operazioni di scarico e carico merci; parve che il fervore di opere che aveva accompagnato le truppe degli eserciti vincitori fosse passato insieme con esse e che pian piano tutta la vita della grande isola fosse ripiombata nell’indifferenza e nel torpore che non l’avevano risparmiata nei tempi trascorsi.
Ma Turi aveva avuto nel frattempo due bimbe; sapeva ormai per esperienza come l’uomo si rassegna e più spesso s’abbrutisce se non trova in sé la forza e la volontà di superare i primi ostacoli. Nessun lavoro gli riusciva penoso e nessuno ne rifiutava; poi andò a cercarselo, a chiederlo, perché alla sua Nunzia e alle bimbe non mancasse il necessario alla vita; e il necessario per loro, abituati ad una vita frugale, era veramente di poche cose.
Nelle lunghe ore di forzato riposo sostava sulla spiaggia con la canna da pesca e nelle notti di bonaccia si recava al largo insieme ad alcuni amici, servendosi di una vecchia barca a motore, mossi dalla speranza di una pesca più fruttuosa per mezzo delle reti a maglia e di quelle volanti.
Ma anche il mare, specie lungo la costa, era avaro di pesce, come se la cattiveria degli uomini, che lungi dall’amarsi e comprendersi avevano usato ogni mezzo per sopraffarsi a vicenda, avesse spinto gli animali di ogni specie il più lontano possibile da loro, in cerca di angoli sicuri e riposti.
Turi lesse nei visetti emaciati delle bimbe un’accusa che pesava più di ogni parola e per la seconda volta, mosso da un dovere infinitamente più bello e più grande del primo, decise di lasciare la sua gente, i luoghi a lui cari, gli amici, i ricordi, perché fiorisse di nuovo sulle labbra della sua Nunzia il sorriso e le bimbe ritornassero floride come le giovini piante che hanno bisogno di sole.
Accettò il lavoro di cantoniere che gli era stato offerto e tenne le orecchie chiuse ad ogni genere di esortazione contraria, perché non parlassero in lui i sentimenti e non sentisse prepotente il desiderio, la gioia piena di vivere la sua vita libero tra le arene infocate, le acque tiepide, le verdi scogliere del suo luogo natio; non perché non avvertisse l’armonia che si stabilisce fra un corpo vigoroso ed agile e il liquido elemento dal quale gli sembrava di essere nato per il naturale trasporto che ad esso lo spingeva. Anzi egli si rendeva conto, prima di iniziare il nuovo lavoro, della dissonanza grande tra i suoi sogni e la realtà alla quale andava incontro; era sicuro che bisognava stringere i denti per non cedere, dimostrare un volto contento perché Nunzia non gli leggesse negli occhi quasi l’accettazione di un sacrificio.
 
*     *     *
 
Un piccolo cubo rossastro sperduto tra un mare di lentischi e ginestre e, lontano, sabbia e poi sabbia ancora, a perdita d’occhio; una pace grande, quasi il tempo si fosse fermato sulle cose, se l’alternarsi della notte e del giorno non convincesse del contrario; solo a distanza di ore il rumore assordante di un treno e la terra scossa d’improvviso come da un tremuoto che pareva sprigionasse da ignote cavità un vento rapido e avvolgente, della durata di attimi.
In questo piccolo mondo, senza altri orizzonti, quattro creature vivevano ormai la loro vita. Ma quattro esseri che si integravano a vicenda, che non avrebbero potuto fare a meno l’uno dell’altro, senza che venisse inesorabilmente turbata quell’armonia che li rendeva un tutto unico, come un fascio di note varie e concordi.
Per Turi quella era la sua piccola, grande oasi. A sera o quando il sole dardeggiava alto nel mezzo del cielo, egli tornava stanco alla casetta che era l’unico punto di riferimento in quella uguale, monotona solitudine e gli pareva di andare per un deserto nel quale a distanza un palmizio gli indicasse un segno di vita. Allora dentro gli cresceva una sete nuova ed egli accelerava il passo andando avanti a occhi socchiusi, perché in quel suo deserto vi era una via tracciata e sicura, dallo splendore dell’argento fuso.
Batteva ritmicamente  sulle rotaie con una leva; e il suono, nella pace di quella terra dormiente, si ripercoteva lontano e le bimbe accorrevano l’una dietro l’altra a quel noto richiamo e con le manine facevan schermo agli occhi dei raggi del sole, mentre un grido di gioia partiva da quella che per prima avvistava il babbo. Turi si avvicinava ad esse felice e non un segno di stanchezza traspariva dal suo volto; le sollevava sulle braccia, le faceva sedere sulle ginocchia e si abbeverava in quegli occhi limpidi, dolci di soffusa innocenza, e annegava in quell’azzurro, intenso come il suo mare lontano; sogni e pensieri. Nunzia gli portava una tazza di acqua fresca e limone e senza avvedersene gli carezzava i capelli neri come l’ala di un corvo.
Poi le bimbe domandavano, insistevano per sapere dove andavano tutti quei treni che sfrecciavano davanti ai loro occhi e che restavano a guardare con un senso di timore e di rispetto. Dicevano a Turi che qualche volta avevano visto altre bimbe, belle come bambole, che tenevano il nasetto appiccicato ai vetri e agitavano i braccini in segno di saluto; dicevano che doveva essere tanto bello andare su quei treni e correre più veloci del vento e vedere tanti e tanti luoghi nuovi.
Turi allora scarruffava i loro capelli come per scacciare dalle loro testoline tali pensieri, le stringeva al suo petto e con aria allegra, come se raccontasse una favola interessante, diceva che non vi era al mondo un luogo più bello e tranquillo della loro casa, fiori più delicati di quelli delle ginestre, aroma più puro di quello della resina dei lentischi. Poi correva a nascondersi dietro la casa e di là dietro un arbusto e più lontano ancora, tra i ciuffi di ginestra. E le bimbe a corrergli dietro con lieti strilli, facendo finta di non vedere dove stava nascosto e infine piombargli addosso con simulato affanno, stringere con tutte e due le manine, una di qua una di là, le robuste mani di Turi e condurlo “prigioniero” al cospetto della mamma che il “cattivo” aveva lasciato sola sola.
A notte Turi sostava ancora per un certo tempo all’aperto; gli piaceva starsene seduto con le mani incrociate sul petto, mentre il suo sguardo vagava in alto, in cerca di quelle stelle che le notti di prigionia in Africa vedeva più basse sull’orizzonte e che ora brillavano nel mezzo del cielo.
Aveva parlato con esse un giorno e ad esse aveva affidato messaggi di amore e speranza. Ora il dialogo riprendeva in forma più semplice e umana.
Dicevano a Turi le stelle che gli uomini corrono, litigano, s’affaticano nel tormento di raggiungere una meta dietro l’altra e che quasi sempre essi ignorano, in questo inutile affannarsi, il danno che arrecano a se stessi e agli altri; che raramente essi distolgono il loro sguardo dalle cure e dagli interessi terreni per bearsi di quella cristallina immensità, non solo con la preghiera, ma con la disposizione, propria delle creature intelligenti, di essere veramente  probi e virtuosi.
La tenue luce che pioveva da esse brillava sui vetri delle anguste finestre dietro le quali le sue bimbe ormai riposavano. Turi come preso da una preoccupazione improvvisa, si alzava di scatto, rientrava in casa e pian piano, per non svegliarle, si avvicinava ai lettini delle bimbe per spiare il loro sonno tranquillo.
Temeva che quella dolce innocenza potesse essere distrutta, che anche alle sue bimbe le stelle potessero un giorno o l’altro svelare gli aspetti meno belli della vita e tracciare le prima ruga sulle loro fronti serene; quel giorno, forse, sarebbe sorto prepotente nell’animo loro il desiderio di vedere, conoscere il mondo, rifuggire da quella solitudine che avrebbero considerata loro nemica.
Quel giorno, certamente, la sua oasi si sarebbe confusa con il deserto dattorno e si sarebbero essiccate le sue sorgenti fresche e limpide.
Egli allora si sarebbe trascinato quotidianamente per un deserto infinito: per dare ristoro alle labbra le avrebbe inzuppate con le sue lacrime, per dar tregua alla sete si sarebbe gettato con la bocca avida sul nitore delle rotaie, come su due rivoli d’acqua pura.
 
di Fedor Nicolay Smejerlink
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Il pane dell'anima
Sabato, 24 gennaio @ 16:42:02 CET di admin (969 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
Il gusto loro era di sentirgli ripetere lo stesso discorso, in cui qualcosa di nuovo vi ficcava sempre, e di farlo infine andare su tutte le furie, interrompendolo quando meno se lo aspettava. ...
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Un giorno di Maggio
Giovedì, 20 novembre @ 16:40:54 CET di admin (835 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
Ero da poco uscito dall’autostrada che da Cagnes va oltre il Fréjus, larga e dal fondo solido, e avevo decelerato la marcia della vettura per godermi lo spettacolo della campagna di Provence che è uno dei più belli del mondo, quando è primavera.
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Foglie morte
Lunedì, 20 ottobre @ 18:07:23 CEST di admin (857 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
Foglie morte
 
 
Si sperdono come i desideri. Foglie morte.
Fu nella piana di Mamuntanas, quando il corvo gracchia indisturbato dai sassi tesi del nurago e la civetta attende la sera prossima per fare sue le prede.
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Il pàpparo
Domenica, 31 agosto @ 18:38:33 CEST di admin (781 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
Il pàpparo
 
Per la strada che dal villaggio di S. Pietro porta alla marina di Vibo Valentia scendeva quella mattina il pàpparo, scalzo come sempre, il tamburo a tracolla, assonnato per il lungo vegliare, desideroso di giungere quanto prima gli fosse possibile alla sua misera stamberga e lì gettarsi di peso sul giaciglio per un po’ di riposo.
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Il cane lupo
Venerdì, 11 luglio @ 16:32:00 CEST di admin (774 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)nonsologrigio ha scritto "
Il cane lupo
Era lì; percepivo la sua presenza;
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La Quercia
Martedì, 01 aprile @ 11:23:37 CEST di admin (819 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
LA QUERCIA
 
Zì ‘Ntoni saliva stanco l’erta che conduce tra il bosco di ulivi e di mandorli a Villa Miranda,
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L'asino
Mercoledì, 02 gennaio @ 12:21:20 CET di admin (923 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
L'asino
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Una casa che non cammina
Venerdì, 07 dicembre @ 20:33:20 CET di admin (1243 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
UNA CASA CHE NON CAMMINA
 
Acque azzurre verdesmeraldo tra un’asse e un’altra, sconnesse; dal tempo, da un urto, da un’esplosione prossima.
Brigida. Una casa che non cammina, con ruote róse e rosse su un binario morto; una casa in cui si è imbattuta, stanca; Claudia dormiva, pesava tre volte, biancorosa nel volto dolce.
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La galleria degli antenati
Sabato, 03 febbraio @ 22:48:44 CET di admin (1070 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
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L'asino
Martedì, 16 gennaio @ 19:53:10 CET di admin (992 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "

L’ASINO

 

O lui o quell’asino maledetto.  

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SENZA META
Domenica, 19 novembre @ 16:50:11 CET di admin (988 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "

 

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Lo scopone scientifico
Venerdì, 03 novembre @ 16:58:20 CET di admin (1395 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto ""
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IL PONTE
Venerdì, 03 novembre @ 16:53:05 CET di admin (948 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto ""
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I tutoli
Giovedì, 27 luglio @ 16:18:48 CEST di admin (876 letture)
Romanzo (racconto, novella, storia)fedor ha scritto "
I tutoli
 
Fuori il vento faceva gemere gli alti abeti e la ...
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