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Lo scopone scientifico

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Antonio Cambazzu un emerito giocatore di scopone era; un marito ideale, un ammiratore del bel sesso non lo sarebbe stato mai.

Un niente e uno si rovina con le proprie mani. Succede un terremoto, scoppia un’epidemia, va a fuoco la casa, e chi la scampa piange per i mali accorsigli; poi man mano si consola, riassesta la sua vita e in fondo si rallegra d’averla scampata; non ci pensa più: non è dipeso dalla sua volontà.

Cambazzu non sa vivere senza lo scopone scientifico; a lui la moglie non servirebbe. E va a prendere moglie.

Il Ponte

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Mugghia il Velino, Rico, e contro il ponte cozza con uno spasimo incalzante. Lo senti?

Da poco m’ero assopito; e tu di nuovo mi svegli. Avessi le orecchie felpate come le donne della mia terra!

A te, Irpino, questo gemito fa da strana ninna nanna e t’addormenta; ma io ho le orecchie forate come il cinghiale marso e so da dove spira il vento e non mi sfugge stormir di fronde.

Se taci e tieni aperti gli occhi, mentre io dormo, non ti sfuggirà nulla, o moglie, di questa tempestosa notte.

Taormina

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La marina tace, vinta

dal torpore dei secoli.

Ha spento tutti i suoi raggi

il sole sugli scogli

disseminati dalle mani

del Ciclope sul terso

del mare. Sentirai

ingigantita la tua voce

dalla voce dell’Etna

I tutoli

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Fuori il vento faceva gemere gli alti abeti e la povera casa, sperduta nel cuore della Sila, pareva dovesse crollare da un istante all’altro, essere portata via da un soffio più impetuoso di quella gelida tramontana.

Ma pensandoci bene, Turi Arena sorrise. L’aveva costruita lui, non ricordava più quanti anni fossero, assieme a suo padre e avevano scelto alla bisogna i più bei pini del luogo; l’avevano poi completata, per quanto ce n’era di bisogno, con legno di abete, faggio e castagno.

Suo figlio Rocco, buon’anima, aveva fatto il resto, sostituendo ciò che il tempo e le intemperie avevano inevitabilmente corroso

 Il Domani

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Che il cielo si sia liquefatto

all’improvviso, lasciandovi

un plumbeo candore,

o è l’anima dentro che soffre

prigioniera, oppressa

dall’ombra torbida degli anni?

Le rose non sono di sogno

e la realtà è avara.

Vecchiezza

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Ho come un desiderio

di cielo. Non so le cose

che anelo nella vita.

Se la via è battuta dal vento

sento il desiderio (provo il tormento)

di volare con esso, senza meta:

se il fiume scorre

rapido, vorrei farmi accogliere

Lo Zero (e non solo) nella Matematica

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Lo ZERO (e non solo) nella Matematica

Un’ipotesi matematica è presentata come una normale conversazione tra due ricercatori. Il dialogo che avviene in una breve ricreazione, rilassante e piacevole, serve da tonificante mentale alle stressanti e spesso ripetitive azioni che i due studiosi devono compiere, talvolta con risultati solo parziali, per portare avanti la loro complessa ricerca.

 

John           … Sai cosa mi infastidisce nella matematica? …

Serghey    ehm … cosa ti frulla, oggi, per la testa, a cosa alludi?

Epigramma

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                 EPIGRAMMA

 

Salvar le oche un giorno il Campidoglio

e maledette furon dal Gallo;

 

siedon gli asini adesso su quel soglio

ma benedetti son per ogni fallo!

 

Fedor Nicolay Smejerlink

Dalla sciagura del Vajont

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Un giovine, abitante verso la parte alta del paese, ha la sensazione dell’imminente sciagura e fugge dalla casa verso il monte, trasportando sulle spalle la vecchia madre che si trovava già a letto.

… e non ti parve mai più dolce

peso quale alle spalle, agli omeri

ti avvolse la madre assorta

nei suoi sogni e in sogno

orrido intenta per l’erta

spettatrice andava, col tuo

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