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Guerre (da Vietnam)

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Presso qual fonte hai sostato

per inumidirti la gola

per toglier dal volto

il fango disseccato dal sole

per ascoltare parole amare

che il vento porta da lontano

dissimili e uguali

nel loro significato vano;

perché tanto penare

ed errare con il fiato mozzo

e trattenere l’ansia di dentro

per esplodere in un urlo

selvaggio di morte

e le raccolte sembianze

scorrere di pallidi volti

senza più vita, in un miraggio

strano che ti porta alle case

lontane e alla loro muta attesa;

quale ventura incombe

su te, solitario passeggero,

fatto trastullo dal caso

che ti ha gettato in mani rapaci

che non ti lasciano

finché non sei fatto di stoppia

in un fossato inondato

di sole, perché tu non abbia

parole per maledirle giammai,

perché tu non sai che del tuo sangue

s’è fatto mercato

per averti dato un obolo...

ma nella maschera stessa

che il volto suo copre

negli occhi già stanchi fugaci

non scopri un fratello

che attende un gesto della tua mano

sì ch’egli possa stringerla

amica in un impeto

disumano pieno di calda

giovinezza che sente l’ebbrezza

di vivere senza tema un domani

che non agiti tristi fantasmi

di tempi lontani, ma dolce

il ricordo di un tempo più buono

più incline all’amore che all’odio?

 

Fedor nicolay Smejerlink

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